Un pensiero

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La nostra vita è un continuo divenire di cambiamenti. Alla base dei quali c’è un un’unica certezza: siamo provvisori, e non siamo perfetti.
Ed è proprio questo a dare a ogni generazione uno scopo e un obiettivo, quello di portare avanti ciò che non è stato completato da quella precedente, raccogliere un eredità e provare a portarla avanti.

È per questo che nella vita cerchiamo maestri da cui imparare, esempi da seguire, donne e uomini a cui ispirarci. Per tanti di noi, anche per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo o di viverlo direttamente, Guglielmo Epifani è stato questo. Un esempio. Un maestro. Un uomo la cui stessa vita è un insegnamento, un motivo di ispirazione per il proprio percorso.

Una vita che ha reso giustizia all’idea più alta e bella di impegno politico. Sempre. Nel sindacato, nel partito, nelle Istituzioni.

Quella convinzione – che troppo spesso dimentichiamo – secondo cui ognuno di noi, persone comuni, senza distinzione di incarico, ruolo, provenienza sociale, reddito, professione, ha la possibilità, il diritto, di battersi contro le imperfezioni, le ingiustizie del nostro tempo. Di unirsi con altri in un viaggio collettivo – che poi altro non è che la politica – e sfidare lo status quo. Decidere che sta a noi difendere chi è più debole, sta a noi rifare questo Paese, renderlo più simile ai nostri valori, ai nostri ideali. E non abbandonarli mai.

Come un gruppo di lavoratori, in 21 giorni, in una piccola regione come la Basilicata, può sfidare la più grande azienda italiana e far valere le proprie ragioni, così una piccola comunità come Articolo Uno, la sua comunità, può contribuire a cambiare la politica di questo Paese. Ma per farlo servono coraggio e perseveranza.

E credo che questa sia la lezione più grande da imparare. L’eredità che, con umiltà, dobbiamo impegnarci a custodire. Il coraggio di restare uniti, di tenere fede a se stessi, alle proprie battaglie, alla propria missione. Farlo sempre, anche quando questo sembra trascinarti in ultima fila. Quando rischi di non vedere più la meta.

Un esempio sempre più raro in un tempo di valori sempre più negoziabili.

Che grande dono è stato. Siamo stati tutti fortunati ad incrociare il suo percorso, ad averlo a rappresentarci, a mostrarci come si fa e la strada da seguire.

Proveremo a farlo, in punta di piedi.
Grazie di tutto.

Carlo Rutigliano

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